Archive for 2005

A'uguri...

28.12.05 § 1

Causa festività Pellicola Scaduta non viene aggiornato dal 18.12.
Per il prossimo anno ci sarà una minima evoluzione ed un allargamento dei contenuti. Stay Tuned.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri, contraccambio ed auguro un incredibile 2006. Il numero (2006) è di per sè molto cool, spero che anche le soddisfazioni che porterà lo siano.
Cheers.

Alopecia Androgenetica

18.12.05 § 6



Capita molto spesso a chi cerca di fare del Cinema la propria vita, di trovarsi di fronte a situazioni e persone che cercano di fargli cambiare idea, di farlo desistere dall'inseguimento del proprio sogno. Non necessariamente c'è una volontà decisa che muove queste persone, che determina queste situazioni. Le cose accadono, le parole vengono pronunciate, noi le interpretiamo e le rielaboriamo soggettivamente, traendo significati e conseguenze "personali".
Questo processo si verifica anche con i film, non sono certo il primo a scoprirlo. Un film può piacerti, disgustarti, cambiare il tuo modo di agire o modificare la tua visione del mondo. Può anche non dirti nulla, lasciarti completamente impassibile.
La mia personale ricerca nel cinema dei Coen ( tralasciamo Lady Killers e Intolerable Cruelty) si conclude con la visione di "L'uomo che non c'era", anno 2001.
Le opere precedenti mi avevano di certo colpito e avevano incontrato un certo gradimento. Si era parlato di un' estetica, di un gusto particolare nella scelta delle inquadrature e di una voluta pulizia, quasi "perfezione", tecnica.
Con l' Uomo che non c'era si raggiunge l'apice di questo canone. Il bianco e nero su tutto, ma anche le altre scelte tecniche di regia e fotografia si sposano ancora una volta ai magnifici personaggi e alla loro mimica. Il plauso va a Billy Bob Thornton, espressivissimo e convincente protagonista.
Il film mi ha colpito molto, lo ammetto. Forse per quel bianco e nero "tattico" che annulla ogni distrazione e permette di concentrarsi meglio sui personaggi. Forse per la bellezza della storia. O forse perchè, come l'avvocato Riedenschneider voleva far credere a tutti, anche io non sono stato in grado di vedere un assassino in quel semplice barbiere.

Il boscaiolo gigante..

17.12.05 § 0



Dopo aver visto Miller's Crossing, la curiosità e la voglia di conoscere meglio il cinema dei fratelli Coen mi ha portato a vedere Fargo, opera uscita nel 1996.
Lo stile non differisce molto da quello di Crocevia della Morte. Pulito ed elegante, Fargo tradisce un efficace accademicismo nella scelta delle inquadrature e nei tagli senza mai sfociare però in un eccessivo e conseguente autocompiacimento.
Ispirato a fatti realmente accaduti il plot di Fargo è avvincente, seppur semplice, grazie anche alla presenza di attori particolarmente ispirati come il mitico Steve Buscemi e William H. Macy.
La colonna sonora "sviolinante" incornicia i freddi paesaggi, teatro delle vicende. C'è molta malinconia ma anche molta provincia americana. Tanto sangue sulla neve candida di un luogo dimenticato e sperduto, abituato alla normalità non agli omicidi.
Il mio tentativo di comprendere il cinema dei Coen deve ancora passare da un punto fondamentale. L'uomo che non c'era, a detta di molti la loro migliore opera, nel prossimo post.
L' impressione dopo questi due film (tre contando Il grande Lebowsky) è quella di un cinema attento alle esigenze estetiche in cui i personaggi dominano la scena, scrivendo loro stessi i propri copioni.

CoLDiretti

8.12.05 § 4



Dopo aver visto "The Snatch" qualche tempo fa, sono andato a recuperare l'esordio di Mr. Madonna, alias Guy Ritchie. "Lock & Stock and 2 smoking barrels" è davvero spassoso, marchiato a fuoco dal proprio creatore il cui stile, bisogna ammetterlo, è piuttosto singolare ed apprezzabile.
4, forse 5, storie che si incrociano con inghippi vari, tradimenti, furti, rapine, vendette. Il tutto in una Londra vista dai bassifondi del mondo pseudo-criminale.
Personaggi azzeccati, un sottile umorismo che pervade anche le parti più seriose ed un finale a sorpresa rendono Lock & Stock godibilissimo. Certo è che confrontandolo con The Snatch si ha quasi l'impressione di vedere due film identici. Ma poco importa. Voto 10 a Vinnie Jones (soprattutto al suo personaggio) e allo spacciatore di colore. Lo scherzetto al Samoa Pub è da leggenda.

Controlliamo la misteriosa pelle Napoleonica!

6.12.05 § 4


Il titolo è davvero folle, ok...ma in questo post devo farci entrare tutte le ultime visioni.
Partiamo da Kontroll, un film davvero particolare ambientato nella sua totalità nella rete metropolitana di Budapest.- Il più breve riassunto possibile è questo: Il protagonista è un tipo strano ma alla fine trova un nemico ed una ragazza più strani di lui.
Non male davvero l'opera prima di questo Nimròd Antal anche se Kontroll non è certo il film che vi cambierà la vita.

Molto disturbante, forse troppo, il discusso e osannato Mysterious Skin di Gregg Araki. Personalmente alcune scene mi hanno messo a disagio. Chi scrive è un vero integralista-conservatore quando si parla di temi scottanti come la pedofilia (...altro che castrazione chimica...) ma la provocazione era sicuramente nelle intenzioni di Araki e quindi accettiamo di buon grado questa sceneggiatura estrema.
Mi astengo da un giudizio secco per evitare una scontata parzialità, ma il film va sicuramente giudicato di persona.

Infine, Napolen Dynamite. Le peripezie di questo moderno anti-eroe, un personaggio che fa ridere per 5 minuti e basta. Salviamo soltanto il mitico Pedro e i titoli di testa, davvero originali. Per il resto...un'autentica stronzata.

Cappelli svolazzanti.

3.12.05 § 3


Il periodo del proibizionismo, dei gangster, dei mitragliatori Thompson e delle grandi famiglie mafiose ha ispirato, e continua a farlo, un sacco di produzioni.
Ma non è questo il luogo per un' analisi del fenomeno (che magari potrà essere oggetto di un futuro approfondimento), piuttosto oggi voglio rispolverare quel piccolo gioiellino che è "Miller's Crossing - Crocevia della morte".
Una storia ispirata alla grande tradizione di cui si parlava sopra, permette di muoversi con maestria ad un cameo di attori pazzeschi. Gabriel Byrne su tutti, ma anche John Turturro, Marcia Gay Harden e Jon Polito sfoderano una recitazione eccezionale. La direzione è di Joel Coen, il fratellino Ethan è alla produzione.
Una sorta di cupa ironia si mescola a vicende di sangue e pistole ancora calde, senza mai scadere però in umorismo dozzinale ed è' probabilmente questo equilibrio a rendere "Miller's crossing"così godibile. La sceneggiatura dei Coen mette in evidenza il lato grottesco e più debole dei personaggi che nonostante esternino grande forza e grande sicurezza, sono in realtà fragili ed insicuri. Ed in questa generale insicurezza Tom Reagan, il protagonista, si muove alla perfezione e risulta l'unico vincitore. Ma rimane quel cappello che vola via e l'impotenza di fronte a qualcuno o qualche cosa sicuramente più forte. Anche di lui.

Alla faccia del drago.

1.12.05 § 5



Quando vidi per la prima volta al cinema "Harry Potter e la pietra filosofale", rimasi davvero spiazzato. Mi attendevo una reazione di disillusione totale di fronte a quel mondo così fiabesco.
Me ne innamorai invece, nonostante avessi già diciassette anni e fossi lievemente fuori target ideale.
Ad oggi, dopo aver visto il quarto episodio, il mio gradimento resta invariato. Nessuno può negare che le storie della Rowling comincino a mostrare qualche ruga, ma bisogna darle merito per avere creato questa saga davvero affascinante.
"Il calice di fuoco" parte maluccio, si riprende, cala ancora di intensità, raggiunge l'apogeo della tensione fino ad un finale conciliante bruttino. Nel complesso però Mike Newell ha saputo reggere gli equilibri e non sfigurare innanzi ai predecessori.
Harry, Ron e soprattutto Hermione cominciano ad avere i primi risvegli ormonali e le prime cotte ma il povero Potter è condannato a confrontarsi con il suo grande destino. Stupisce un pò la meraviglia che colpisce Hogwarts quando il maghetto occhialuto viene tirato in ballo per il torneo. Dopo tutto quello che è già successo ci vogliono ancora dare a bere questa "anormale normalità" di Harry. E dai...
Il film è spettacolare, tecnicamente eccelso ( a parte le sequenze di volo che lasciano trasparire un pò troppa finzione...) divertente ed anche esilarante in certi punti ma c'è troppa carne al fuoco, troppi aspetti differenti mescolati insieme. A questo punto, meglio approfondire pochi temi che abbozzarne troppi.
Ora però si apre il problema del pubblico. "Il calice di fuoco" ha degli spunti forti e dark, ovviamente se rapportato al target ideale (dai 7 ai 14 anni). Paradossalmente è più adatto ad un teenager cresciuto che non ad un bambino. Ok..dai...perdonatemi...
Vista la spazzatura che bambini e ragazzi subiscono ogni giorno, un paio d'ore in compagnia di Harry Potter non possono che fare un gran bene al di là di spettri e cimiteri.

p.s. Tutti mi consigliano di leggere i libri. Provvederò.
p.p.s Ralph Fiennes appare davvero per poco. Peccato perchè in quei pochi minuti da sfoggio di un interpretazione mostruosa. Grande!

Ipnotizzatevi!!!

26.11.05 § 2


Dopo "Mesmerize" i System Of A Down stupiscono ancora.
"Hypnotize" è uno dei dischi più belli che le mie orecchie abbiano mai sentito!!!

Crash.

25.11.05 § 0

Mi fanno un pò sorridere questi fiocchi di neve svolazzanti fuori dalla mia finestra mentre scrivo. Sorrido perchè questo è più o meno il sognante finale di "Crash" (ma il primo ad utilizzare il barbatrucco è stato Joyce nei "Dubliners"), da Paul Haggis, come recita il trailer, sceneggiatore di Million Dollar Baby.
Crash è un film molto bello, questo non lo possiamo negare. Per quanto si possano criticare diversi aspetti nel complesso l'opera di Haggis è ben equilibrata, emozionante, forse un pò fredda in certi punti ma decisamente toccante. I temi del latente razzismo che ancora vive negli Stati Uniti, la xenofobia, la "sindrome post 9/11". Haggis intreccia diverse storie in una città che ha fatto del cosmopolitismo il suo cavallo di battaglia, criticando l'egoismo, il pregiudizio. E' il segreto di pulcinella, in pochi osano dirlo ad alta voce.
L' America ha paura. Di se stessa, di chi la comanda, di quelli che pensano di poterla comandare. La gente ha paura.
C'è una morale spicciola dietro ogni personaggio, ci sono vincitori e sconfitti, ma il manicheismo (citato anche da Kekkoz blogger di GiovaneCinefilo) non convince per la mancanza di indispensabili sfumature.
Due ore non bastano a portarci nel mondo dei personaggi. Alla fine del film non abbiamo che una timida conoscenza di ognuno di loro. L'omniscienza che Haggis ci concede, ci permette la creazione di un affresco di cui conosciamo i collegamenti (i "Crash") ma non i protagonisti.
Debole è il personaggio della Bullock, per esempio. Per capirlo abbiamo una breve telefonata e una caduta dalle scale. Tutto qui. Così per quasi tutti gli altri personaggi.
Ecco allora il limite della sceneggiatura. E' decisamente più adatta ad un serial televisivo, più episodi che approfondiscano le storie e le persone. Due ore davvero non bastano.

Nonostante questo grande limite, "Crash" ci è piaciuto. Il debito verso "21 grammi", "American Beauty" e "Magnolia" è davvero forte ed evidente, ma non penalizzante.

Coming soon..

15.11.05 § 0

Il tempo e la necessità di diversi post non c'erano, quindi racchiudiamo in questo alcune considerazioni, mini-recensioni, anticipazioni...

The Descent fa fare un bel pò di salti sulla poltrona..è costruito bene..la storia è abbastanza originale così come la gestione della luce ed il tipo di inquadrature scelto.
Unico problema...se soffrite di claustrofobia non guardatelo, sul serio, io non sapevo di avere questo problema fino alla visione del film. Incredibile l'antefatto, degno di Final Destination (a proposito è in arrivo il 3° inutile episodio)

Fucking Amal (con i cerchiolini sopra le a) è un film svedese del '98, girato in modo abbastanza rozzo ma efficace, una love story lesbico-adolescenziale che su Imdb ha una media dell'8 (a parere di chi scrive davvero esagerata). Interessante e godibile prodotto del cinema nordico, affresco dell'adolescenza difficile ed incompresa dal mondo borghese, Fucking Amal vive la sua scena più importante in un bagno. Un luogo così piccolo da sembrare una trappola e non a caso il posto preferito dove nasconderci dal mondo.

Dopo un'occhiata al sito di trailer di Apple, mi sento di consigliare una visitina di aggiornamento.
Monster House (consigliato anche da Goljadkin sul suo blog (vedi link qui a destra)) promette molto bene. Soprattutto il ragazzino cicciottello. Appena l'ho visto in movimento sono scoppiato a ridere.
Munich, Spielberg ed Eric Bana che secondo me ci sa davvero fare. Una storia scomoda e difficile.
Già il trailer mi ha emozionato.


Infine da tenere d'occhio (lo faremo anche noi) The Fountain e Three...extremes.

Di The New World potevamo farne a meno (almeno prima di averlo visto).

Cheers

Blu..

13.11.05 § 1


Sono venuto a conoscenza dell'esistenza della trilogia di Krzysztof Kieslowski da poco, grazie ad un amico che mi ha anche consigliato la visione di "Film Blu". Sebbene ciò che sta dietro al tutto, il principio basico d'ispirazione ( i tre colori della bandiera francese come simboli di libertà, uguaglianza, fraternità, tre colori, tre film) mi avesse spaventato, facendomi immaginare una trilogia molto "francese" e difficile, non è stato così. "Film Blu" è perfetto nei tagli, nelle inquadrature, nel montaggio, il regista si specchia un pò, si guarda, si ammira...si piace e così facendo taglia un pò fuori il pubblico. Per fortuna ci pensa una delle attrici più..pure..del secolo, una donna che ricorda nella sua espressività le dive della Hollywood degli anni d'oro ma che è dotata di un fascino freddo tipicamente europeo, a coinvolgere lo spettatore. La sfida è impari ed anche Kieslowski si arrende alla bellezza della sua interprete principale. Il blu domina, richiamato dall'acqua e dalla luce e con esso dominano le note di una sinfonia che celebrerà l'unione di molte persone sotto una bandiera unica ma anche la separazione di una donna dal suo passato. Il regista ci sbatte in faccia sentimenti, emozioni, personaggi, situazioni (come quella della donna che getta la bottiglia di vetro) ci chiede di capirli e di ricostruire insieme a lui il dramma di quella donna misteriosa. Noi accettiamo la sfida cercando di prevaricare la perfezione delle immagini.

Avvisi di Servizio.

12.11.05 § 0

Un paio di cosucce:

...stiamo cercando della gente per girare qualcosina soprattutto un corto che vorrei realizzare a breve. Servirebbe soprattutto un DoP o un operatore che abbia accesso ad una buona strumentazione. Qualsiasi altra figura e/o richiesta è comunque ben accetta.
La zona di lavoro è Milano-Varese. Per contatti utilizzare i commenti o il link "contattami" qui a destra (o direttamente a pellicolascaduta@gmail.com).

...andate per cortesia a sentire e commentare le tracce di "ElectroPollution" sul sito www.21g.it
I ragazzi meritano!

A breve dei post più cinematosi. Il tempo ultimamente è davvero un gran tiranno!

Esperimento!

6.11.05 § 3


Durante un montaggio mi sono capitati tra le mani degli spezzoni di "La Finestra sul Cortile". Il film e' eccezionale soprattutto per chi cerca di andare al di la' delle semplici immagini, per quelli che vogliono CAPIRE il cinema. Non e' una frase fatta, qui ce ne freghiamo delle convenzioni che vogliono i Maestri inattaccabili o alcuni film intoccabili. Credetemi. Qui si cerca di capire, di emozionarsi e di meravigliarsi. Stop. Le lezioni del signor Hitchcock sono davvero imbattibili. In particolare questa mostra come sia possibile trasformare uno spazio limitato in un microcosmo pieno di vita e misteri, un cortile che diventa il centro del mondo, descritto con l'ausilio di una sterminata abilita' narrativa e dell'impareggiabile maestria nella gestione di luci e camera. I film di Hitchcock sono tutti capitoli di un grande manuale di cinema. E quel manuale va letto, piu' e piu' volte...

Giovani arrabbiati!

2.11.05 § 4


"Natural Born Killers" lo conoscono piu' o meno tutti. Girato da Oliver Stone e firmato anche da Quentin Tarantino, "Assassini nati" e' un concentrato di visionarieta' e violenza condito da una punta di critica ai moralismi e alle restrizioni imposte dalla societa' odierna.
Meno conosciuto e' "Badlands, La rabbia giovane", primo lungometraggio di Terrence Malick ("La sottile linea rossa" e' probabilmente il suo film piu' conosciuto) praticamente identico eccezion fatta per la violentissima ironia e gli spunti piu' allucinati, esclusiva del film di Stone.
Entrambi i film si ispirano ad un fatto realmente accaduto. Una coppia di giovani che all' inizio degli anni '60 vagabonda per gli States senza meta, lasciandosi sangue e cadaveri alle spalle.
"Badlands" non colpisce allo stomaco come "Natural Born Killers", il ritmo e' decisamente piu' lento, i contorni dei protagonisti meno definiti. La voce della giovanissima Holly ci guida in questo viaggio alla scoperta di paesaggi desolati ed infiniti nel tentativo di comprendere la mente di Kit, il compagno che ha scelto di seguire pur senza capirne la folle natura.
La visione passa senza lasciare troppe tracce e solo dopo i titoli di coda ci si accorge della bellezza del film, indissolubilmente legata alla sua semplicita' e alla follia dello strano sosia di James Dean.

Spaghetti...

31.10.05 § 2


Non capisco perche' sia nata questa moda dei paragoni, nei trailer cinematografici. E' quasi piu' fastidiosa delle "traduzioni fotocopia" che non c'entrano nulla con il titolo originale ("Se scappi ti sposo", "Se torni ti sposo", "Se ti investo, mi sposi?"). Davvero allucinante.
Durante la campagna di lancio di "Saw - L'enigmista", il suddetto film venne definito "piu' terrificante di Seven" e "piu' agghiacciante de "Il Silenzio degli innocenti"".
E' risaputo che, a differenza della maggior parte dei film pubblicizzati in questo modo che si rivelano poi autentiche ciofeche, Saw colpi' il pubblico e la critica, a dispetto della sua natura di "B movie". Certo non avvicinandosi ai due capolavori (anche se e' pesante il debito con Fincher). Con un cast certamente non stellare ed un budget basso la pellicola diretta da James Wan colpisce dritta allo stomaco, e trascina lo spettatore in un vortice fino al finale, sinceramente uno dei piu' riusciti in questo genere (anche se vi e' qualche incongruenza...non voglio rivelare nulla a chi non l'avesse visto!) e uno dei piu' "spiazzanti" in assoluto. Durante le feste natalizie arrivera' il seguito ambientato in una casa degli orrori dove le sfortunate vittime saranno costrette a sacrfici orribili per tentare di salvarsi la vita. Negli USA anche questo secondo episodio e' andato bene. Vedremo...tra l'altro spaventarsi fa passare il singhiozzo.

Padroni di un mondo piccolo piccolo....parte II

26.10.05 § 2


E' con una certa gioia che il sottoscritto ammette candidamente il suo gradimento per "Romanzo Criminale". Senza ricorrere ad una recensione approfondita (ne potrete trovare diverse sia su altri blog che nel web) visto che le informazioni salienti sono tutte nel precedente omonimo post, gioiamo per la riuscita quasi completa di un film italiano.
Forse la presentazione iniziale dei personaggi fa troppo "Ocean's Eleven", forse Placido utilizza a sproposito i primi piani, quasi si compiacesse dell'espressivita' dei suoi interpreti. Forse Accorsi e' da rivedere mentre Favino e' mostruosamente convincente (appena sotto di lui Kim Rossi Stuart, anche troppo "freddo" e Santamaria). Ma il complesso risulta buono e gradevole nonostante la durata ed un finale deboluccio. La questione politico-civile e' stata gestita molto bene, senza sbilanciamenti e malcelate simpatie, d'altro canto il tema non era semplice e l'alunno l'ha svolto bene macchiandolo solo con qualche errore grammaticale.

Interlude.

25.10.05 § 2

Il primo bilancio di Pellicola Scaduta e' sicuramente positivo. Un buon numero di visite ed un certo divertimento del sottoscritto nel portare avanti il blog.
Certo e' che QUALCHE COMMENTO in piu' farebbe comodo e piacere, visto che per una sorta di sadico autocompiacimento vedere che qualcuno ha lasciato un complimento o una critica da una certa soddisfazione.
Da oggi e' attiva la mail pellicolascaduta@gmail.com per tutte le comunicazioni.
Nel salutare tutti ricordo che OGNI TIPO DI COLLABORAZIONE E' BEN ACCETTA. Pellicola Scaduta non richiede un grande impegno e sporca decisamente poco. Meno di un gatto.

Gorilla spelacchiati.

20.10.05 § 0



Di questa imperante crisi del cinema italiano parlano un po' tutti. Chi si lamenta per l'inadeguatezza delle pellicole che vengono prodotte, chi protesta (giustamente, e' una cosa vergognosa!) contro i tagli decisi dal governo, chi insulta un pubblico, definendolo rozzo ed ignorante, proponendo poi film inguardabili e noiosi.
Per fortuna, qua e la' si scorgono delle luci nel buio di questo desolante panorama.
Uscita prevista per il gennaio 2006, "La cura del gorilla" opera prima di Carlo Sigon (grande personaggio oltre che ottimo regista), interpretato dal mutaforma Claudio Bisio da Stefania Rocca e dalla leggenda di Hollywood, Ernest Borgnine, e' uno di quei prodotti di cui abbiamo bisogno. Tratto dall'omonimo romanzo di Sandrone Dazieri, il film mescolera' un soggetto tipicamente noir ed una schizofrenica comicita', di certo amplificata dalla collaudata espressivita' del buon Bisio.
Per una volta, al bando storie struggenti di intensa drammaticita' che finiscono per annoiare e far storcere il naso e via libera al cinema che a noi piace tantissimo, proprio quello da gustare "...tra una caramella e una risata".

Destini.

8.10.05 § 0

E' possibile che il figlio di un noto calciatore diventi anch'esso un campione. E' possibile che un ragazzino riesca ad emulare e a superare abbondantemente i risultati del padre, anch'egli pilota di motociclette. E' possibile, probabile. Certo e' che se dovessimo prendere due bambini perfettamente identici e li crescessimo, uno sui campi da calcio fin dalla tenera eta', seguito da tecnici abilissimi e l'altro lontano dal pallone...potete immaginare i risultati.
Cosi' non stupisce che una fanciulla che di nome fa Sofia e di cognome Coppola, sia finita dietro la macchina da presa. Crescere, letteralmente, sui set calcati dai vari Corleone, avrebbe fatto questo effetto a chiunque.
Stupisce maggiormente il fatto che la ragazza ci sappia davvero fare.
Dapprima ha esordito con un difficile adattamento di un romanzo, giudicato "inadattabile" dall'autore, poi ha spiazzato tutti con la storia genuina ed intelligente (che gli e' valsa un oscar) di "Lost in Translation". "Il giardino delle vergini suicide", suo primo lungometraggio e' innanzitutto un buon prodotto cinematografico. Fotografia azzecatissima e scelte registiche smaliziate ed efficaci. Un soggetto che tratta i temi del disagio adolescenziale e della sessualita' con una malinconia rara che penetra profondamente nell'animo dello spettatore. I ragazzi nei loro ricordi vedono le sorelle Lisbon come angeli intrappolati in corpi umani, impossibili da comprendere ne' da conoscere ma inevitabilmente destinate ad essere amate fino alla venerazione. L'adolescenza e' anche questo, amore incondizionato che non ha niente da spartire con la razionalita', sogni, sogni sterminati che conducono molto lontano. La Coppola ha miscelato bene le tematiche piu' cupe e quelle piu' rilassate ma le sensazioni sono ugualmente forti e a fine visione nasce la curiosita'. Anche noi avremmo voluto conoscere quegli angeli.

Auguri malauguranti...

4.10.05 § 0



Le riunioni famigliari rappresentano spesso pericolose situazioni per fraintendimenti, litigi e scoperte di scheletri impolverati negli armadi. In ogni famiglia esistono grandi o piccole lotte, odi ben celati, rancori e vendette programmate. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.
Festen, Thomas Vinterberg, Dogma 95, Lars Von Trier. Non e' difficile costruire una mini-recensione di senso compiuto che contenga tutti questi termini.
Parliamo di Festen un po' per l'uscita nelle sale di Dear Wendy (stessa regia, Thomas Vinterberg) un po' perche' qui si va matti per il cinema piu' esotico e meno conformista. Festen rientra di diritto nella categoria. Girato secondo il celeberrimo Dogma 95 (un canone di regole che mira ad un filmmaking puro e viscerale, Google puo' aiutarvi a scoprirlo meglio) punta tutto sulla narrazione e sull' espressivita' degli interpreti. Soggetto semplicissimo, una famiglia particolare, un punto di svolta fondamentale, una rivelazione ed una trasformazione che ribaltano le convinzioni di tranquillita' di inizio film e nella cornice di una borghesia un po' cafona (alla faccia di quei "precisini" di danesi) portano ad una finale confuso si ma senza dubbio disturbante. Ogni aggiunta rovinerebbe la visione, consigliatissima. Spassosissimo il figlio minore, Michael, che ricorda tantissimo il buon Sonny de "Il padrino".
Lars Von Trier, dimenticavo. Maestro di Vinterberg ha firmato la sceneggiatura di "Dear Wendy". Forse vi ricorderete di lui per film come "Le onde del destino", "Idioti" e l' incredibile "Dogville", presto un post dedicato al suddetto.

Padroni di un mondo piccolo piccolo....

27.9.05 § 4

Di quel periodo buio a cavallo tra gli anni '70 e '80 hanno parlato in molti, troppi forse. Alcuni pensano sia meglio archiviare in sgabuzzini angusti le pagine di cronaca macchiate di sangue, altri invece desiderano che quei ricordi rimangano, come testimonianze indelebili di un passato da non ripetersi.
Ma qui si parla di cinema, di "Romanzo Criminale" nel particolare. Santamaria, Accorsi, Kim Rossi Stuart, Favino, Scamarcio. La nazionale "giovani attori", diretta dal buon Michele Placido (che sinceramente non ha impressionato granche' con le precedenti opere registiche) alle prese con l' adattamento del romanzo di De Cataldo.
L'ascesa della banda della Magliana che si intreccia col sequestro Moro e l' attentato di Bologna, i legami con la mafia, i sequestri, gli omicidi, in un film che promette molto bene sotto il profilo del ritmo e della recitazione. Grande e' la speranza che il tutto non si riduca ad un semplice documentario, in cui il talento indiscutibile degli interpreti viene sacrificato a favore della dietrologia e della politica. E' giusto sollecitare le coscienze dei piu' giovani, ma bisogna spingere sui tasti giusti. Forza Placido, ha gioito perche' ora e' finalmente possibile fare del "cinema civile". A noi comunque basta il "cinema", quello autentico. Ne abbiamo bisogno.

Novita'...il piccolo grande Antoine.

23.9.05 § 3

Il layout del Blog e' ancora provvisorio, anche se non mi dispiace affatto questa estetica (commenti?).
Colgo allora l'occasione per giustificare in qualche modo la scelta dell' immagine (l'idea e' quella di cambiare questa diapositiva periodicamente e prendere spunto da essa).
Come da primo post (chi non l'ha letto provveda!), cercheremo sempre di evitare commenti troppo cinefili,cineasti e anche un po' "cinofili", persino quando i post riguarderanno argomenti delicati, come potrebbe essere Truffaut in questo caso.
Be'..."I quattrocento colpi" (l'immagine e' presa da li'), a prescindere dall'autore, dal periodo in cui e' stato realizzato e dal significato all'interno di un movimento artistico, e' un film meraviglioso, intriso di sentimento e di sensazioni. Un blocco fondamentale per conoscere il cinema ed uno dei suoi interpreti piu' significativi, ma anche un' esperienza intensa che in periodi di barbarie cinematografica come questi puo' far riscoprire il piacere della narrazione semplice e dell'identificazione con i personaggi.
Perche' nel ribelle Doinel c'e' lo stesso Truffaut, ma ci siamo anche noi...troppo spesso incapaci di ribellarci contro tutto cio' che ci opprime.
Forse il film con il finale piu' bello...
Chiunque non l'abbia ancora fatto, se lo veda al piu' presto.

Studiare non serve...

22.9.05 § 1

Vi preghiamo di perdonare un post riguardante una serie tv a cosi' breve distanza dal precedente...ma per una sorta di par condicio mediatica ci sembrava corretto (anche se non dobbiamo rendere conto a nessuno di quello che scriviamo!) citare l'altro caso televisivo della stagione, proposto questa volta dalle reti "private" piu' famose dello stivale.
"Dr. House - Medical Division", negli States semplicemente "House", storia di un medico pazzerello e decisamente intrattabile alle prese con strani casi e patologie al limite del paranormale.
Straordinaria interpretazione del protagonista (Hugh Laurie, che puo' vantare un curriculum niente male), che regge con la propria mimica ed un pungente sarcasmo meta', se non piu', della baracca (probabilmente grazie anche ad un ottimo doppiaggio).
Sprazzi di filosofia conditi a momenti drammatici piuttosto toccanti e una miriade di paroloni medici. Sul territorio "telefilm" gli americani non si battono. Nossignore.
Dimenticavo...il titolo del post...be' posso testimoniare che alcuni studenti di medicina hanno ripassato mezzo esame grazie ad un episodio. Meglio di cosi'..utile e dilettevole.

Casalinghe Disperate.

21.9.05 § 14


Successo strepitoso ai recenti Emmys, e' giunto da poco anche sulle nostre reti "Desperate Housewives", prodotto abc-iano il cui titolo pare un annuncio da quotidiano poco raccomandabile.
Ci troviamo di fronte all'ennesimo affresco della borghesia o, meglio, middle class americana, e al tentativo di smascherare le apparenze da "sogno a stelle strisce" che spesso vengono associate ad essa...ma bisogna ammettere che il risultato finale colpisce per una certa originalita'. La voce narrante, la bravura e la bellezza (di un paio in particolare) delle interpreti..un prodotto al femminile ma per nulla limitato al pubblico rosa con un soggetto intrigante sin dai primi episodi.
Da tenere sott'occhio (fateci un fischio nel caso desideriate un riassunto delle puntate precedenti!).

Il bambino che dimora in ognuno di noi...

20.9.05 § 0

E' in arrivo nelle sale King Kong, remake del celeberrimo film del '33. Peter Jackson l'aveva detto e ridetto. Dopo il clamoroso e "aspettato" successo della trilogia (ndr "Il signore degli anelli", ovviamente), avrebbe voluto riportare in vita il gigantesco scimmione con la passione per l'arrampicata cittadina, oggetto delle sue fantasie (?) infantili. Detto..fatto...il buon Peter ancor prima che uscisse nelle sale "Il ritorno del re", gia' lavorava alacremente alla sua creatura.
Risultato? I Teaser che girano in rete promettono benino anche se 70 anni son passati e dopo aver visto dinosauri prendere vita, mondi virtuali, robot e navi spaziali, supereroi che volano nelle varie tutine....ammirare uno scimmione lottare con un t-rex puo' essere tranquillamente archiviato come normale amministrazione (cinematografica). Speriamo nel colpo di classe di un ottimo regista!

Sara' un impressione del sottoscritto ma questi remake sembrano piu' dei capricci di bambinoni che rimpiangono l'infanzia:"Ho fatto successo e soldi, ora faccio quello che mi pare". E Mr. Jackson non e' l'unico ad accusare i sintomi di questo malanno. Hey....hey...Mr. Spielberg? Dove se ne sta andando cosi' di corsa?

Presentazioni.

§ 0

...partiamo da un minuscolo blog, cercando di dire la nostra su una passione che oramai ci ha completamente contaminati.
Pellicola Scaduta, un nome come un altro, uno spazio dove evitare i soliti commenti da cineasti "professionisti" e vedere le cose come realmente sono. Tra una caramella e una risata...