16.8.06 § 0

"...che cacchio di diavolo è stato?"


Ascolti...no ascolti lei!

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Oblivion.

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E' incredibile come certi libri possano tirarti scemo per il solo fatto di essere scritti in un modo che molti definirebbero con semplicità "sbagliato". No, non si può scrivere un racconto in questo modo caro mister Wallace, no no...il tuo professore delle superiori ti avrebbe bacchettato sonoramente.
Ora però sei un cavaliere del post-moderno, il narratore del XXI secolo e a noi sta bene che tu scriva così. Vuoi schiaffarci davanti agli occhi la sconcertante e romanzasca banalità di questo mondo? Ok, fallo pure. Ci sai fare, non c'è dubbio, anche se è indispensabile pesare ogni singola congiunzione.
E una volta che il lettore riesce a finire l'intricato racconto e a catturare l'anima del tutto. Ecco.

Tag..

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Smanettando con questo layout ho fatto casino e perso i commenti in home page. Essi sono raggiungibili solamente andando nel post del film grazie al menu di destra. Nel caso non ve ne fregasse nulla c'è la tagboard qui in basso a destra. Lasciate un commento o un insulto se preferite.

Ritorno...

11.8.06 § 0

Una pausa abbastanza lunga..poi le vacanze...pellicolascaduta.it, etc..etc...
Spero di ravvivare presto questo blog con recensioni ed altre amenità. C'è stato un cambio di look, ora ci vogliono i contenuti. Un saluto ai miei tre lettori!

Ehi..dove ti sei nascosta?

29.5.06 § 1


Non sono di certo il fan numero 1 di Atom Egoyan, lo ammetto. Soprattutto "Il dolce domani", opera considerata da molti valida non mi ha convinto ed in certi punti mi ha anche creato qualche perplessità. Ma il pregiudizio non paga mai e come volevasi dimostrare ecco spuntare un ottimo noir, False verità (tit. originale Where the truth lies).
Costruito con una certa intelligenza e supportato da interpretazioni ultra-convincenti, False verità si snoda intorno a due personaggi di spicco del mondo televisivo anni '70. Il trasgressivo Kevin Bacon e il più "english" Colin Firth, una coppia ben assortita che in seguito alla misteriosa morte di una cameriera perde tutto il suo affiatamento e arriva alla separazione.
Ed è qui che parte l'indagine di un'intrigantissima Alison Lohman, fino alla scoperta, come da migliore tradizione, di segreti, personaggi misteriosi e come da titolo false verità.
Visivamente accattivante (con alcune scene davvero spaziali ed eccitanti) pecca solamente nel montaggio tanto che alcune parti risultano poco coese e coerenti. Sciocchezzuole che tuttavia riescono ad intaccare il ritmo complessivo. Nel complesso False Verità rimane un ottimo film, impreziosito da chicche tecniche e dalla mano sapiente di un regista elegante e consapevole.
Forse fin troppo convenzionale per i cultori del cinema di Egoyan ma di sicuro più equilibrato ed accattivante di molte delle sue opere precedenti.

Piani sbagliati...

27.5.06 § 3


Quest'anno il trend del cinema italiano sembra positivo. Forse perchè si sta acquisendo consapevolezza, non si punta più solo sui soliti cavalli ma si cerca di trovare qualche nuovo spunto.
Se poi, con pochi spiccioli, i Manetti sfornano un buon prodotto che fa la pernacchia (sorridendo!) agli americani, tanto meglio!
Piano 17 spiazza un pò nelle prime scene, vuoi per le inquadrature iniziali poco felici, vuoi perchè Silvestrin "duro" (cmq molto convincente!) necessita un pò di tempo per essere assimilato.-
Terribili le musiche (con la mazzata finale degli 883 alla fine) più adatte ad un cortometraggio amatoriale.
Tuttavia la sostanza c'è. Piano 17 ruba un pò dai grandi classici del genere e anche da qualche pellicola recente (ci ho visto parecchio Collateral), ma a nessuno importa più di tanto, visto che il complesso è positivo ed il ritmo cattura lo spettatore e lo porta al finale in un crescendo di tensione.
Da vedere, anche se i napoletani più integralisti potrebbero offendersi!

Fanny, Alexander e Norma Desmond

12.5.06 § 4

La mia passione cinematografica sta attraversando un periodo buio e ho visionato davvero pochi film in queste settimane. Ma è proprio in questi periodi di stanca che adoro recuperare qualche classico ancora da scoprire o film particolarmente di nicchia.

Prendiamo due film come "Viale del Tramonto" e "Fanny e Alexander".
Il primo è considerato tra i capolavori del maestro Billie Wilder, con la sua decadente atmosfera di una Hollywood che non c'è più e le bizze di una diva che non vuole rassegnarsi al decadente destino di ogni essere umano. Un film intenso, perfetto nel ritmo ed inqueitante, ma allo stesso tempo conciliante, con quel finale dove la diva ottiene ciò che vuole, Norma Desmond ritorna alla ribalta, anche se in una realtà distorta e malata.



"Fanny e Alexander", opera piuttosto recente di Ingmar Bergman (forse uno dei suoi ultimi film...) che spaventa nelle prime scene, smontando parecchio (almeno nel mio caso...) lo spettatore ma che con il passare dei minuti, incastrando perfettamente diversi tasselli, costruisce un'impianto affascinante ed emozionante, poetico e a tratti commovente.
Il personaggio di Alexander è senza dubbio una delle travi portanti dell'opera. Un bambino che si dimostra estremamente fragile in alcune situazioni salvo mostrare grande coraggio e maturità in altre. Quando il nostro punto di vista si immedesima nel suo, il mondo ci appare più nitido, i contorni netti ed è quasi più semplice distinguere il bene ed il male.

A breve altre visioni "indipendenti" e "sgamate"!!!!

Vento del sud..

21.4.06 § 2



Non c'è niente da fare...per quanto mi sia dichiarato più e più volte un colto cinefilo, casco sempre nella trappola di questi film da guardarsi in una bella serata con pop-corn e coca-cola..
ElizabethTown non parte da un soggetto straordinariamente originale (decisamente simile a "La mia vita a Garden State), ma in fin dei conti, diverte, commuove, emoziona proprio come una pellicola di questo genere deve fare. Non ci aspettavamo granchè e questo "granchè" non è effettivamente arrivato ma le due ore passate in compagnia del buon Orlando e della "buona" Kirsten sono trascorse piacevolmente.
Ad essere cinefili fino in fondo, si possono muovere parecchie critiche. La recitazione è a tratti superficiale, così come i dialoghi (più che buoni in genere ma con qualche caduta) ed il finale, troppo, troppo scontato....Cameron Crowe ha fatto di meglio (vedi Jerry Maguire e Almost Famous) e pur non trascurando di mettere la propria firma (il viaggio di Drew con soundtrack d'autore) avrebbe potuto metterci maggiore profondità ed emozione(avendo già dimostrato di poterlo fare).
Cheers.

Il povero Melquiades..

9.4.06 § 5

Meraviglioso. Non mi capita spesso di definire così lapidariamente un film ma in questo caso è successo. Grazie alle insistenze di Mau www.pellicolascaduta.it mi sono abbandonato alla visione di "Le tre sepolture", opera registica di Tommy Lee Jones ben accolta da critica e pubblico.
Ambientato tra Usa e Messico, tra guardie di frontiera e poveracci che cercano fortuna passando il confine, "Le tre sepolture" affascina lo spettatore, pur accompagnandolo con un ritmo lento, avvolgendolo nell'arsura del deserto, nella desolazione di un America "estremamente e perifericamente rurale".
Cast eccellente con il buon Tommy Lee (decisamente invecchiato) a condurre le danze ed una sorta di nemesi interpretata da uno dei caratteristi migliori di Hollywood, Barry Pepper.
Emozionante, commovente ma soprattutto "vero", "Le tre sepolture" merita tutto il bene che ne è stato detto. Il viaggio verso un posto dimenticato da tutti, tra colline, ruscelli ed un riposo che durerà per sempre.
Ultra-consigliato!

Felini innevati..

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Devo ammettere di non essere un grandissimo fan di Roberto Benigni anche se sono fuori discussione le sue eccellenti capacità artistiche. Mi sono innamorato de "La vita è bella", un film così emozionante da lasciare senza parole.
Ma è de "La tigre e la neve" che si vuol parlare, ora...
C'è sempre grande poesia nelle opere di Benigni. Ed il suo ultimo film non contravviene alla regola. Al di là della professione del protagonista (insegnante di Poesia!), il regista costruisce situazioni e scene con grande armonia. Certo, a volte eccede con la sua "strabordante" presenza, ma nel complesso Benigni dimostra classe da vendere.
Non vorrei apparire blasfemo ma ne "La tigre e la neve" c'è qualcosa di Felliniano. Vuoi per certe situazioni grottesche, vuoi per i cammelli(!), vuoi per quella poesia di cui si parlava...mi sembra lampante l'influenza del regista romagnolo. Sarà soltanto un'impressione infondata? Ma...
Al di là di congetture che lasciano il tempo che trovano, "La tigre e la neve" è una visione consigliata, anche a quelli che trovano la comicità del "buon toscano" fuori luogo e troppo eccentrica...

Commessi..

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Su consiglio di Jack, un amico musicista (www.shakma.tk), è precipitato nel mio dvd "Clerks", primo vero film di Kevin Smith, autore sicuramente più conosciuto per "Dogma".
Su Imdb... http://www.imdb.com/name/nm0003620/
Per quanto "Clerks" sia di una semplicità assurda, nella composizione così come nella varietà di inquadrature, diverte parecchio, vuoi per le situazioni al limite del grottesco in cui si vengono a trovare i personaggi, vuoi per la presenza di dialoghi spassosi ed attuali. Tra i personaggi aleggia il fantasma del "tipico ragazzo fallito della periferia americana" e tra discutibili film con ermafroditi, defunti che fanno ancora il loro dovere ed improvvisate partite ad hockey le risate non mancano di certo anche se vi è un sottile velo di malinconia che avvolge quel mondo solitamente fossilizzato nella noiosa quotidianità.
Assolutamente da vedere...
p.s. imdb segnala un "Clerks 2" in post-produzione...evvai!


Revenge is a cold....fish!

21.3.06 § 4

Sono combattuto nel giudicare questo film.

L' interesse per V for Vendetta è nato nel sottoscritto alla primissima visione del trailer e proseguito con un attenta sorveglianza dei rumors nel corso dei mesi di produzione. Non ho mai avuto la possibilità di leggere il fumetto originale, ma l' ambientazione ed i personaggi mi hanno subito intrigato tanto da inserire l' opera di McTeigue nella mia "ToWatch list".

Per la storia, fate riferimento alla recensione di Mau (www.pellicolascaduta.it).

Si parla di idee in V for Vendetta.

A mio giudizio però, gli autori non si sono dimostrati in grado di catturare appieno "l'idea", l'essenza di quanto hanno creato. Chi scrive, forse sbagliando, forse no, si aspettava innanzitutto tutta un' altra cornice. Una Londra vessata anche (e soprattutto) nella sua immagine da questa sedicente dittatura ma che invece appare paurosamente "normale". Qualche filmato documentaristico nel montato tenta invano di ricreare un' atmosfera di oppressione e di mancanza di libertà ma in realtà lo spettatore non ha la possibilità di calarsi in questa città appartenente ad un futuro da scongiurare assolutamente. Può anche darsi che l' apparente superficialità sia voluta e decisa a tavolino non ci è dato saperlo. Certo è che questo compromesso non pare soddisfacente.

In termini fotografici la personalizzazione di V for Vendetta non è all' altezza, considerando che questi tizi hanno fatto "The Matrix". L' uso appropriato dei colori poteva di certo aumentare la credibilità ed invece non vi è caratterizzazione cromatica, se non in qualche scena particolare, il che rende il film piuttosto piatto.

Da V, personaggio controverso, affascinante nell' aspetto, mi aspettavo molto più mistero. Perde parecchio già nelle prime scene, quando si presenta a Eve con un fare quasi arlecchinesco. Incomprensibile, almeno dal punto di vista produttivo, la scelta di affidarne l' interpretazione a Hugo Weaving. Un attore straordinario per un personaggio nascosto dietro ad una maschera ( a parte i pochi minuti nei panni di Rookwood) che non lascia il minimo spazio alla mimica (il mio salumiere, così come chiunque altro, avrebbe potuto fare altrettanto bene). Ma queste sono decisioni che poco interessano allo spettatore.

Lei, ovviamente Natalie Portman, è come al solito meravigliosa. Vista la mia faziosità mi astengo da altri elogi. Gli altri sono quello che sono. Bella l' idea di ripescare John Hurt e fallo passare dall' altra parte della barricata. Infine, i dialoghi si collocano ad un livello decisamente più alto di quelli degli ultimi due Matrix, senza tuttavia far gridare al miracolo.

Splendida la scena finale (evito spoiler, è assolutamente da vedere..) così come l' uccisione della bambina e l' ecatombe di V nel tunnel della metropolitana. Spettacolare.

In tutta sincerità non ho ben capito dove il film voglia andare a parare. C'è una componente di critica molto forte rivolta per lo più alla corruzione del mondo politico e all' ignavia delle persone comuni, colpevoli di sopportare senza manifestare il proprio disappunto. E ciò è molto bello e significativo.
Significativo come la conseguente reazione.

Appare evidente anche una sorta di inno alla libertà sessuale, in una "forzata" citazione di "1984", ovviamente condito con il moderno ingrediente dell' omosessualità al posto della semplice"libertà di amare" di Orwell. Sarà perché uno dei fratelli Wachowski è oramai una "sorella" oppure perché la produzione la ritiene una giusta crociata?

I sentimenti non sembrano mai puri, piuttosto costruiti, finti. E questo è uno delle principali falle nella costruzione di V for Vendetta. C'è poca freschezza, troppa artificiosità.


In conclusione, mi scuso per la confusione di queste righe dalla quale traspare la mia sincera indecisione di fronte a V for Vendetta. La bilancia pesa però leggermente a favore della negatività e proprio per il sento di incompiutezza e di superficialità che il film mi ha comunicato mi permetto di condannare i Wachowski con lo stesso capo di imputazione che V fa pendere sulla testa del popolo. L' ignavia.

Capote

6.3.06 § 3



Si è parlato tanto dell'interpretazione di Philip Seymour Hoffman in Capote tanto quanto della scontata statuetta che l' Acadademy gli avrebbe consegnato.
Molto rumore per sottolineare una performance rivelatasi davvero straordinaria.
Adoro recensire film pressochè privi di effetti speciali, ma colmi di sentimenti, emozioni e caratterizzati da una storia molto forte e Capote rientra di diritto in questa categoria, trascinato dalla prepotente interpretazione di P.S. Hoffman, dalla bellezza del soggetto e da una regia molto pulita incentrata tatticamente sulla figura del grande scrittore.
Tuttavia, l'eccessiva importanza del protagonista principale e del suo rapporto con Perry Smith, l'assassino, attrae magneticamente lo spettatore e la tematica sociale, molto forte nell'opera letteraria, qui cede il passo troppo spesso alle relazioni tra i personaggi.
Ci tengo a sottolineare anche un potenziale neo tecnico. Non ho avuto modo di sentire la voce originale di Capote, tuttavia non fatico a credere che nel doppiaggio gran parte della caratterizzazione si sia persa. Penso che la visione in lingua originale sia più che mai consigliata.
Un film splendido e malinconico, cinema d'altri tempi.

Testa di vaso...

28.2.06 § 1


JarHead si e rivelato una piccola sorpresa, in positivo. In un america non piu solo "post 11/9" ma anche "post (quasi) seconda guerra in Iraq", Sam Mendes decide di evitare lo scontro con le autorita mettendo in scena la prima offensiva contro Saddam, la famosa operazione Desert Storm, dribblando elegantemente quella che si sarebbe rivelata una scontata contestazione documentaristica alla Michael Moore . Ma il risultato non cambia. Laggiu, in mezzo al nulla del deserto, 15 anni fa come oggi ci sono dei ragazzi, stupidi, intelligenti, con i capelli biondi o castani, con i loro sogni, le loro aspettative. E i loro amori, lontani migliaia di chilometri. Teste rasate, Marines. Jarhead.

Non si puo certo evitare il paragone con "Full Metal Jacket" e "Apocalypse Now", vuoi per le dirette citazioni vuoi per la struttura introspettiva del film che fa il verso ai due capolavori. Tuttavia il regista mantiene le distanze da entrambi senza pero ignorare l'insegnamento dei maestri.

Un film davvero "indipendente" nel look e nel tipo di riprese, lontano anni-luce dai blockbuster titolati e dai capolavori del genere. "Indipendente" anche nella scelta delle musiche. A proposito, il doppiaggio toglie molto alle voci originali dei protagonisti.

Jarhead non e un film di guerra, sia ben chiaro. Battaglie e scontri a fuoco sono pressoché assenti. Ma e proprio su questo che il film gioca. Le didascalie che appaiono commentando il passaggio inesorabile dei giorni ed il continuo aumento di truppe, incorniciano in realta Marines che a fine guerra non avranno sparato neanche un proiettile contro il nemico e passano gran parte delle loro giornate tra masturbazione ed esercitazioni nel bel mezzo del nulla. Mendes mostra il lato piu significativo di una guerra, il punto di vista di chi la combatte. Ed e proprio da questa prospettiva, cosi ristretta e soggettiva che si profila il chiaramente il senso (o il non senso) della guerra.

La vacuita riscontrata da molti nel film non e altro che la figlia legittima di quella provata (almeno credo) dai soldati stessi. Non si puo raccontare una partita da 0-0 con pochissime occasioni e farla passare per il match del secolo! Mendes e stato accusato di non essere andato fino in fondo nella sua critica antimilitarista. Purtroppo non ho l'onore di conoscerlo personalmente ma penso di non fargli un torto cercando di interpretare una possibile risposta: "Io, vi ho fatto vedere il dove e il come i vostri ragazzi, figli, mariti e fidanzati vivono laggiu. A voi il perché".


Recuperi visionari...

18.2.06 § 4

Brevissimo post per commentare alcuni recuperi.
King Arthur: Bello, senz'anima. Visivamente accattivante, con una fotografia estremamente affascinante. Tuttavia vive di scene già viste...il soggetto non è di certo entusiasmante e l'alchimia è la solita da blockbuster "gladiatoresco". Effetti speciali eccellenti così come la faccia di Stellan Skarsgard...


Alien Vs. Predator. Trascurabilissimo film della saga. Gli attori-partecipanti alla spedizione non brillano certo di luce propria. Fortunamente arrivano i Predator a fare piazza pulita! Meglio, decisamente, i film precedenti!

Che ne sarà di noi. Il soggetto è buono, gli spunti ci sono tutti. Dopo venti minuti avrei voluto lasciar lì. Il film non trasmette nulla, pur affrontando temi molto attuali per i giovani. Non c'è sentimento...emozione...la recitazione rasenta l'insufficienza in più di un caso. Ma che cavolo!

Il mercante di Venezia. Pesantissimo....ma come recita Al Pacino....

Agent Secrets: Piantato li dopo venti minuti per assoluto esaurimento di interesse.

Ed infine...un film visto per caso ma assolutamente interessante. The big Picture, con l'eterno Kevin "Pancetta" Bacon. Un giovane regista e la sua scalata a Hollywood. Davvero divertente.

Little Forum...

16.2.06 § 0

Abbiamo implementato un piccolo forum in Pellicola Scaduta 2.0....meglio dei commenti che si possono lasciare qui e sicuramente più interattivo....aspettiamo TUTTI i visitatori!!!

Il forum è raggiungibile all'indirizzo http://pellicolascaduta.altervista.org/forum.htm
oppure tramite l'apposito bottone in homepage...

A presto

Hit the road..

9.2.06 § 0

Ho, come molti, un rapporto di amore-odio per Fellini. Con tutto il rispetto che una nullità quale il sottoscritto DEVE avere per un maestro del cinema!
Amo "8 e mezzo"...quasi non sopporto "La dolce vita"...ho però cercato di vedere tutti i suoi film per avere una più completa visuale d'insieme.
In un noioso pomeriggio invernale ho "lanciato" nel lettore dvd "La strada", film del '54 in cui il leggendario Anthony Quinn è affiancato da Giulietta Masina, celebre moglie del regista romagnolo.
Per quanto la prima parte del film non riesca a decollare, estraniando lo spettatore senza riuscire a coinvolgerlo, è nella seconda parte che il film colpisce. "La strada" è sicuramente un' opera d'altri tempi, lontana anni luce da quello che possiamo trovare oggi in sala, da esaminare quindi con un' ottica differente. La mimica molto accentuata di Giulietta Masina, quasi più adatta
ad un vero spettacolo circense, può apparire eccessiva ma in realtà esalta la purezza di una donna a cui viene sbattuta in faccia una realtà che non può contrastare. Nella sua debolezza il personaggio di Gelsomina trova però la forza per crearsi un incredibile serenità da opporre ai modi brutali di Zampanò. E lo stesso ladro-artista-furfante comprende, anche se troppo tardi, di aver perduto non una semplice ed ingenua fanciulla ma un angelo che avrebbe potuto redimere la sua vita.
Una visione consigliata e, ripeto, da giudicare con un metro particolare. E' impressionante come l'italia sia cambiata in questi 5o anni!!!


Evoluzioni sperimentali!!!

4.2.06 § 5

Da oggi, in PARALLELO a questo blog che cercherò di aggiornare come fatto fin'ora, esiste PELLICOLA SCADUTA 2.0, una sorta di lieve evoluzione del blog in un mini portale sempre pronto ad evolversi...
Non c'è ancora molto ma i miei lettori sono invitati a farci un salto ed ovviamente ad esprimere le proprie opinioni e le proprie critiche.

....trovate il sito all' url PELLICOLASCADUTA.ALTERVISTA.ORG (nell'attesa di un .it!)


Cheers!