Nine Feet Tall
29.10.06 § 0
Ma che diamine..
Mi apologizzo con me stesso per questa latitanza, vuoi per impegni lavorativo-universitari, vuoi perchè solo in questi giorni causa pseudo-depressione acuta sto macinando film con ritmi da vero cinefilo.
Tra qualche giorno giriamo NINE FEET TALL (vedi post successivo per indicazioni)...oggi è una splendida giornata d'autunno, sole splendente, foglie rossastre e così via...
29.9.06 § 0
Un pò troppo (ostinatamente) poetico e retorico in certi punti(sembra quasi che la malinconia e la poesia vengano calcate e incastrate con forza senza avere uno spazio reale a loro disposizione). Troppo insistente nelle scelte dei primi piani e delle espressioni degli attori, soprattutto nella seconda parte.Ma se togliamo questi difettucci (che non è detto siano reali, il sottoscritto potrebbe esserseli inventati di sana pianta) "Tutto è illuminato" rimane un' opera potente e suggestiva. Dalle bellissime musiche "indigene" alla forza degli infiniti paesaggi dove prendono vita le vicende. Spassoso Alex, discreto "Jonfer", il vero protagonista è Sammy Davis Jr. Jr., il cane. Un cane di livello decisamente "superiore".
SuperMan Returns.

Come ho sentito dire a Frank Langella in un'intervista per il lancio del film, non importi quanti anni tu abbia o quali siano le tue esperienze di vita.
Quando un eroe torna prepotentemente nella tua vita non puoi fare a meno di concedergli un pezzetto di te stesso.
A tornare è Superman, glorioso e palestrato supereroe dai poteri immensi e allergico alla kryptonite. E' un ritorno in grande stile, che riparte dai vecchi film di Donner degli anni '80 (il filo conduttore sono i titoli iniziali e quell'esplosione decisamente retrò) e che vede Bryan Singer in cabina di regia. Lo stile c'è tutto, i dialoghi da fumetto pure ma la formula funziona alla grande e il buon vecchio Clark Kent fa ancora la sua bella figura. Appassionante, emozionante, ben congegnato, SuperMan Returns è il classico esempio di blockbuster costruito ad hoc per guadagnare dei gran soldi. Ma il cinema è anche questo e quando ci sono le emozioni, tutto è concesso. Bentornato!
4.9.06 § 0

Giù il cappello ragazzi...
Angolo "Il video e/o la canzone da recuperare"..
1.9.06 § 0
http://www.youtube.com/watch?v=hxEENPByw_I
They're just "ugly" but the cover is wonderful (like the original from Erasure). I just discovered Brittany Murphy as the female starring of the video. Enjoy it!
http://www.youtube.com/watch?v=hxEENPByw_I
Other "Forgotten videos or songs" coming soon!
Per non perdersi..
31.8.06 § 0

Mi piacciono questi romanzi, li leggo in pochi giorni. Non nascondo di essere un grande fan del buon Stefano Re e, più in generale, adoro queste storie di mistero ed infanzia perduta (ci sto pure facendo un corto). Qui non è il solito Lansdale spacca stomaco però anche così si dimostra di essere grandi scrittori. Non facciamo i puristi dai...gran libro.
Punto.

Filmone...basta togliere l'orribile doppiaggio di "lui" e quel patetico pseudo-monologo finale condito con fantasmi. Per il resto...filmone!
Settembre nero.
18.8.06 § 0
Quella guerra infinita tra uomini che sono stati peregrini per il mondo, perseguitati e odiati, e uomini che si sono visti portar via la loro terra in nome della politica e del potere.
Munich è un brutto film prima di tutto sotto il profilo tecnico, e definire brutto un film di Spielberg mi fa contorcere le budella. Lui, il vero burattinaio dell'emozione cinematografica, capace di farti piangere di gioia, di emozione ma anche per lo schifo che ti sparava in faccia alla velocità del suono.
Montaggio deludente, sceneggiatura non così avvincente (sono giudizi soggettivi eh!) ma soprattutto scarso tatto nella gestione del nocciolo duro. Si tenta più volte di sottolineare l'assurdità che regna da entrambe le parti, ma è proprio nella parte finale che Spielberg si arrende e cade nell'assurda retorica scordandosi di migliaia di morti per ricordarne altri. Stop.

Crossing the ocean..
Oblivion.

E' incredibile come certi libri possano tirarti scemo per il solo fatto di essere scritti in un modo che molti definirebbero con semplicità "sbagliato". No, non si può scrivere un racconto in questo modo caro mister Wallace, no no...il tuo professore delle superiori ti avrebbe bacchettato sonoramente.
Ora però sei un cavaliere del post-moderno, il narratore del XXI secolo e a noi sta bene che tu scriva così. Vuoi schiaffarci davanti agli occhi la sconcertante e romanzasca banalità di questo mondo? Ok, fallo pure. Ci sai fare, non c'è dubbio, anche se è indispensabile pesare ogni singola congiunzione.
E una volta che il lettore riesce a finire l'intricato racconto e a catturare l'anima del tutto. Ecco.
Tag..
Ritorno...
11.8.06 § 0
Spero di ravvivare presto questo blog con recensioni ed altre amenità. C'è stato un cambio di look, ora ci vogliono i contenuti. Un saluto ai miei tre lettori!
Ehi..dove ti sei nascosta?
29.5.06 § 1

Non sono di certo il fan numero 1 di Atom Egoyan, lo ammetto. Soprattutto "Il dolce domani", opera considerata da molti valida non mi ha convinto ed in certi punti mi ha anche creato qualche perplessità. Ma il pregiudizio non paga mai e come volevasi dimostrare ecco spuntare un ottimo noir, False verità (tit. originale Where the truth lies).
Costruito con una certa intelligenza e supportato da interpretazioni ultra-convincenti, False verità si snoda intorno a due personaggi di spicco del mondo televisivo anni '70. Il trasgressivo Kevin Bacon e il più "english" Colin Firth, una coppia ben assortita che in seguito alla misteriosa morte di una cameriera perde tutto il suo affiatamento e arriva alla separazione.
Ed è qui che parte l'indagine di un'intrigantissima Alison Lohman, fino alla scoperta, come da migliore tradizione, di segreti, personaggi misteriosi e come da titolo false verità.
Visivamente accattivante (con alcune scene davvero spaziali ed eccitanti) pecca solamente nel montaggio tanto che alcune parti risultano poco coese e coerenti. Sciocchezzuole che tuttavia riescono ad intaccare il ritmo complessivo. Nel complesso False Verità rimane un ottimo film, impreziosito da chicche tecniche e dalla mano sapiente di un regista elegante e consapevole.
Forse fin troppo convenzionale per i cultori del cinema di Egoyan ma di sicuro più equilibrato ed accattivante di molte delle sue opere precedenti.
Piani sbagliati...
27.5.06 § 3

Quest'anno il trend del cinema italiano sembra positivo. Forse perchè si sta acquisendo consapevolezza, non si punta più solo sui soliti cavalli ma si cerca di trovare qualche nuovo spunto.
Se poi, con pochi spiccioli, i Manetti sfornano un buon prodotto che fa la pernacchia (sorridendo!) agli americani, tanto meglio!
Piano 17 spiazza un pò nelle prime scene, vuoi per le inquadrature iniziali poco felici, vuoi perchè Silvestrin "duro" (cmq molto convincente!) necessita un pò di tempo per essere assimilato.-
Terribili le musiche (con la mazzata finale degli 883 alla fine) più adatte ad un cortometraggio amatoriale.
Tuttavia la sostanza c'è. Piano 17 ruba un pò dai grandi classici del genere e anche da qualche pellicola recente (ci ho visto parecchio Collateral), ma a nessuno importa più di tanto, visto che il complesso è positivo ed il ritmo cattura lo spettatore e lo porta al finale in un crescendo di tensione.
Da vedere, anche se i napoletani più integralisti potrebbero offendersi!
Fanny, Alexander e Norma Desmond
12.5.06 § 4
La mia passione cinematografica sta attraversando un periodo buio e ho visionato davvero pochi film in queste settimane. Ma è proprio in questi periodi di stanca che adoro recuperare qualche classico ancora da scoprire o film particolarmente di nicchia.Prendiamo due film come "Viale del Tramonto" e "Fanny e Alexander".
Il primo è considerato tra i capolavori del maestro Billie Wilder, con la sua decadente atmosfera di una Hollywood che non c'è più e le bizze di una diva che non vuole rassegnarsi al decadente destino di ogni essere umano. Un film intenso, perfetto nel ritmo ed inqueitante, ma allo stesso tempo conciliante, con quel finale dove la diva ottiene ciò che vuole, Norma Desmond ritorna alla ribalta, anche se in una realtà distorta e malata.

"Fanny e Alexander", opera piuttosto recente di Ingmar Bergman (forse uno dei suoi ultimi film...) che spaventa nelle prime scene, smontando parecchio (almeno nel mio caso...) lo spettatore ma che con il passare dei minuti, incastrando perfettamente diversi tasselli, costruisce un'impianto affascinante ed emozionante, poetico e a tratti commovente.
Il personaggio di Alexander è senza dubbio una delle travi portanti dell'opera. Un bambino che si dimostra estremamente fragile in alcune situazioni salvo mostrare grande coraggio e maturità in altre. Quando il nostro punto di vista si immedesima nel suo, il mondo ci appare più nitido, i contorni netti ed è quasi più semplice distinguere il bene ed il male.
A breve altre visioni "indipendenti" e "sgamate"!!!!
Vento del sud..
21.4.06 § 2

Non c'è niente da fare...per quanto mi sia dichiarato più e più volte un colto cinefilo, casco sempre nella trappola di questi film da guardarsi in una bella serata con pop-corn e coca-cola..
ElizabethTown non parte da un soggetto straordinariamente originale (decisamente simile a "La mia vita a Garden State), ma in fin dei conti, diverte, commuove, emoziona proprio come una pellicola di questo genere deve fare. Non ci aspettavamo granchè e questo "granchè" non è effettivamente arrivato ma le due ore passate in compagnia del buon Orlando e della "buona" Kirsten sono trascorse piacevolmente.
Ad essere cinefili fino in fondo, si possono muovere parecchie critiche. La recitazione è a tratti superficiale, così come i dialoghi (più che buoni in genere ma con qualche caduta) ed il finale, troppo, troppo scontato....Cameron Crowe ha fatto di meglio (vedi Jerry Maguire e Almost Famous) e pur non trascurando di mettere la propria firma (il viaggio di Drew con soundtrack d'autore) avrebbe potuto metterci maggiore profondità ed emozione(avendo già dimostrato di poterlo fare).
Cheers.




